Jurassic World

In lingua inglese ma anche in italiano. Primo trailer ufficiale per Jurassic World, 4° capitolo nonché primo di un’eventuale nuova trilogia della mitica saga cinematografica ‘marchiata’ Steven Spielberg.

140 secondi estremamente attesi, con i primi dinosauri marini finalmente diventati realtà, anche se inizialmente utilizzati come pure e semplici attrazioni ‘turistiche’, tra T-Rex, Velociraptor e un mondo apparentemente ricreato per larghi tratti in CG.

Chris Pratt, Bryce Dallas Howard, Nick Robinson, Ty Simpkins, Vincent D’Onofrio, Irrfan Khan, Jake Johnson, Omar Sy e Judy Greer i protagonisti, per un film in uscita a giugno, in 3D e con Colin Trevorrow alla regia.

 

http://www.cineblog.it/post/409623/jurassic-world-il-full-trailer-italiano

Come un uragano

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Adrienne Willis vive con i due figli in un’agiata condizione economica. Ciò che la turba è il comportamento del marito il quale, dopo averla lasciata, ora implora di poter ritornare. La donna decide allora di allontanarsi per un weekend per tenere in attività il bed & breakfast di un’amica sulle spiagge del Rodanthe. Ci sarà un unico ospite, il medico Paul Flanner. Mentre a casa il coniuge cerca di convincere i figli della ‘cattiveria’ della madre che rifiuta di perdonarlo, Adrienne si trova di fronte a un altro problema. Flanner, chirurgo estetico fagocitato dal suo lavoro, ha visto morire sul tavolo operatorio una paziente e ora vuole poter parlare con il marito e con il figlio. Adrienne e Paul avranno modo di conoscersi e di scoprire che c’è sempre una seconda possibilità nella vita.
Diane Lane e Richard Gere si ritrovano per la terza volta sullo schermo. Si incontrarono da giovani per Cotton Club si sono rivisti nel 2002 per Unfaithful. L’amore infedele e ora finiscono nuovamente l’una nelle braccia dell’altro grazie a un romanzo dell’esperto in love stories Nicholas Sparks. Che ci sia chimica tra i due lo si nota sin dalle prime battute di questo loro nuovo incontro cinematografico. Che questo sia un film old style fatto per andare incontro a un pubblico femminile desideroso di commuoversi al cinema e poi in televisione è poi altrettanto chiaro così come è chiaro che si tratta di una storia destinata a stroncature clamorose sul piano critico.
Non siamo però dello stesso avviso e proviamo a spiegare perché. Che ci sia un pubblico che desidera assistere all’incontro tra due persone che pensano di aver chiuso con i sentimenti e che vedono invece riaprirsi una speranza non ci sembra sia un peccato capitale da punire con il rogo delle pellicole (che, tra l’altro, non sono più infiammabili). Che tutte le retoriche del genere (musica al punto giusto, ritrosie e slanci, uragano alla Stephen King compreso) vengano applicate con professionismo non è un demerito. Manca, questo è vero, quel tocco alla Douglas Sirk che faceva sì che anche la storia più melodrammatica riuscisse a sottendere una tematica sociale (fosse il rapporto tra i sessi o quello tra le razze). Ma non siamo più negli Anni Cinquanta e i tabù che Sirk con talento scalfiva oggi sembrano essere tutti crollati. Alcuni però restano in piedi e giusto di uno di questi si prende cura Come un uragano: il sentimento dopo una certa età. Mentre il cinema nostrano si affanna a cercare nuove storie che compiacciano un pubblico adolescente sembra quasi una colpa raccontare una storia d’amore adulta che non sia fatta solo di sesso. Il sentimento può tradursi facilmente in sentimentalismo e in retorica ma non è questo il caso perché Lane e Gere riescono abilmente a superare anche quei passaggi di sceneggiatura che metterebbero altri in difficoltà. Lo fanno con la consapevolezza di chi sta portando sullo schermo, trasfigurandoli romanticamente, minuscoli frammenti di vita reale.

 

http://www.mymovies.it/film/2008/comeunuragano/

The Chronicles of Riddick

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A certi registi bisognerebbe imporre con la forza di non girare film con budget superiori a dieci milioni di dollari, visto che, nel momento in cui si trovano ad avere a disposizione più denaro, hanno la spiacevole tendenza a sprecarlo miseramente. Questo è il caso di David Twohy, già autore del meraviglioso Pitch Black (di cui Riddick riesce ad essere contemporaneamente sequel e prequel), pellicola che lanciò Vin Diesel nel dorato mondo dello star system. Purtroppo, meglio dirlo subito e levarsi il pensiero, di Pitch Black, del suo fascino visivo e della sua atmosfera rarefatta ed opprimente, non è rimasto nulla. O meglio: sono rimasti i tre protagonisti sopravvissuti di allora, che stavolta vengono contestualizzati in un plot troppo complesso ed inutilmente arzigogolato, capace di cancellare in una manciata di minuti quanto di buono restava nella memoria dello spettatore. Pitch Black era bello e semplice. Riddick, al contrario è insopportabilmente ridondante, inopinatamente noioso, privo del benché minimo cenno di autoironia, recitato male e girato peggio. Vin Diesel, già di per sé attore di sostanza ma non certo di forma, si limita a menare, correre e mettersi e togliersi gli occhiali, gesto/tic, che se poteva essere caratteristico e curioso un lustro fa, qui risulta insopportabilmente ripetitivo. Il resto del cast è anche peggio, con la Newton che fa la bella statuina (Bertolucci dove sei?), Judi Dench, addobbata come un albero di Natale, che si aggira ectoplasmatica da una scena all’altra e tutti i digrignanti comprimari del poco capelluto eroe, che si agitano senza troppa convinzione, in coreografie guerresche molto, molto poco ispirate. A conti fatti poi, tra chicchere inutili e dialoghi insignificanti, Riddick pecca proprio sul lato action, incredibilmente poco sviluppato (per un film di questo genere). “Ignorante” per vocazione, Riddick diventa stupido per scelta, e non offre che un ben misero tributo al suo valido antenato. Una clamorosa occasione mancata e la riconferma che, senza idee in testa, nonostante le buone intenzioni, non si va proprio da nessuna parte.

http://www.mymovies.it/film/2004/thechroniclesofriddick/