Rita Moriconi ed il Sex Toy!

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BOLOGNA – «Prendo atto della dichiarazione di Rosario Genovese, che chiarisce essere stato suo l’acquisto fatto il 29 novembre 2010 nel sexy shop di Reggio Emilia. Quanto affermato da Genovese conferma tutto ciò che in questo giorni ho
sempre sostenuto, ossia di non avere mai visto gli scontrini contestatimi e quindi di non averne mai chiesto il rimborso». Così, in una nota, la consigliera Pd dell’Emilia-Romagna Rita Moriconi che è indagata per peculato (per un doppio rimborso da 83,5 euro per lo stesso acquisto di un sex toy) nell’inchiesta sulle presunte spese ingiustificate della Procura di Bologna. «Confido – ha detto ancora Moriconi dopo che ieri Genovese, collaboratore della stessa Moriconi, ha ammesso pubblicamente di avere per errore messo a rimborso quello che sarebbe dovuto essere un regalo di compleanno a un amico – comunque nel lavoro della magistratura bolognese che auspico in tempi brevi potrà chiarire la mia posizione in merito alle accuse che mi sono state mosse». Sembra ormai accertato che sia stato un ex collaboratore di Rita Moriconi, Rosario Genovese ad aver fatto l’ormai famoso acquisto in un sexy shop di Reggio Emilia nel novembre 2010, mettendo poi lo scontrino tra i rimborsi come spese effettuate dalla consigliera regionale socialista in quota Pd. Moriconi, indagata con altri 40 colleghi (più una collaboratrice del gruppo misto) per peculato nell’ambito dell’inchiesta della Procura di Bologna per le spese dei gruppi consiliari, era finita nell’occhio del ciclone perché tra gli scontrini messi a rimborso risultava anche shopping per circa 80 euro in un negozio di gadget erotici. La consigliera Pd ha sempre negato di avere anche mai solo messo piede in un sexy shop: a quel punto l’unica spiegazione era che potesse essere stato un acquisto effettuato da un componente del suo staff.

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